La Congregazione delle Suore Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante

 

AGGIORNAMENTO e Incontro delle Comunità del Centro Italiano - Roma, 27 dicembre 2017


 

In questo incontro di aggiornamento

ci aiuta il Padre Gian Matteo Roggio

- Missionario di Nostra Signora De La Salette.

 

 

La riflessione e il lavoro dei gruppi è impostato sul Documento

 

PER VINO NUOVO OTRI NUOVI: LE SFIDE DELLA VITA CONSACRATA

- che si colloca nella linea «di un esercizio di discernimento evangelico, nel quale si cerca di riconoscere – alla luce dello spirito – quell’ “appello

che Dio fa risuonare nella stessa situazione storica: Anche in essa e attraverso di essa Dio chiama».

 

 

 

   

 

 

 

Assumendo i grandi sforzi fatti dalla Vita consacrata nel postconcilio per accogliere i cambiamenti, ci si appella ora all’esigenza di un nuovo discernimento “se vogliamo parlare ai nostri contemporanei”, alla luce della spinte di Papa Francesco a una riforma continua della Chiesa.

 

Padre Paciolla afferma: “E’ un libro estremamente semplice nella lettura e difficile nella sua applicazione concreta. Gli orientamenti vanno declinati secondo i carismi dei diversi istituti; non è un processo che si conclude solo con la revisione delle costituzioni ma accompagna la vitalità della vita dell’intero istituto.”

 

1/ INDIVIDUARE IL SUO OBIETTIVO DI FONDO

– non farci perdere nei falsi problemi - far venire  i confitti alla luce - dare il nome… un successo per risolvere il problema. Che la vita della nostra famiglia religiosa non si può arrendere ai falsi problemi ma cercare il ‘vero ‘ problema.

·         Non ci possiamo illudere dietro gli ideali – essi sono necessari per mirare in alto (devono essere ideali GIUSTI: p.es. ’verità’ (ma, quanti crimini si sono commessi in nome della verità).

·         Dietro la sensazione della solitudine (non solo individuale) si cerca dei like ed ‘applauso’ di solidarietà.

·         Dietro la mentalità dell’ “eccellenza” (ottima conoscenza e competenza) viene la tentazione di avere il like a scapito di qualcuno – qui siamo arrivati alla lotta della sopravvivenza – siamo arrivati allo stato di bestialità…

·         Ci troviamo in una realtà di mancanza di trasparenza e di proporzionalità. Per poterla offrire agli altri, occorre farne esperienza – questa dimensione di trasparenza e di proporzionalità la vita religiosa deve recuperarle: DOBBIAMO RICENTRARCI, ossia se mi domandano, devo rispondere e non posso sviare le risposte e velare i problemi.

 

2/ RICORDARE CHE L’AUTORITA’ RELIGIOSA E’ DIFFUSA

-          Il superiore è la punta dell’ iceberg e tutti i membri devono rendersi conto che nella loro consapevolezza e dalla loro responsabilità dipende l’esercizio dell’autorità; ognuno di noi porta nel proprio cuore tutti i consacrati e le consacrate del mondo e ognuno di noi porta la missione comune nel mondo. Abbiamo la responsabilità verso tutti i religiosi in virtù dei nostri voti – i nostri Istituti non sono i ‘padroni’ dei consigli evangelici, dunque abbiamo un rapporto di COMUNIONE con tutti gli Istituti Religiosi.

 

TRASPARENZA e PROPORZIONALITA’

·         Saper vedere ed entrare nei conflitti e dare un vero nome a loro per poterli affrontare!!!

·         Cambiare il proprio modo di sentire… Alcuni nostri modi di pensare permettono al demonio di abitare in mezzo a noi in virtù della divisione e delle sofferenze personali gradite al demonio e fomentano i rancori… Bisogna che curiamo la sofferenza che portiamo dentro ma, come? Trovandone le vere cause. Queste sofferenze si curano non riacquistando un prestigio di desiderio o, quello di una volta bensì, cambiando la mentalità che hanno prodotte le sofferenze.

Quale metodologia?

 

3/ SENTIRE CUM ECCLESIA

Partire non dalla propria comunità ma un po’ più lontano: dalla chiesa locale – partecipare alla vita p.es. della vita della parrocchia, interessarsi ed applicarsi alla vita della Chiesa universale.

Noi fino ad ora non facciamo altro che chiedere dei ‘privilegi’ alla chiesa: noi abbiamo il privilegio della scuola (altri delle cliniche) ecc.

La vera sfida sta nel fatto di una CHIESA DI COMUNIONE – che ancora tutt’ora è da ricostruire!!!

 

La cosa fondamentale rimane sempre quello di:

-          TRASPARENZA

-          INDIVIDUAZIONE DEL PROBLEMA /affrontandolo

-          DARE VOCE ALLA PAROLA DI VERITA’ CHE COSTRUISCE

 

 

 

   

 

Incontro - 2/AGGIORNAMENTO delle Comunità del Centro Italiano - Roma, 11 marzo 2018

v. anche il ritiro annuale 2016 - Roma, 26 - 31 dicembre

 

 

LAVORO DI POMERIGGIO:

 

-          Cosa vuol dire che Dio “chiama attraverso la storia”?

-          Quali sono gli “ideali” e la “dottrina” della famiglia religiosa? So distinguere questi due aspetti?

-          Il “vino” indica, come bene afferma la liturgia, il lavoro, quale tipo di lavaor? E chi sono i lavoratori?

-          L’ “otre” indica uno strumento per ricevere; quali sono le caratteristiche del “ricevere”?

-          Il “vino” indica una dimensione “festiva”: di quale festa si tratta?

-          I nostri carismi sono nati per dare una nuova forma alla Chiesa oppure per confermare la forma che la Chiesa aveva al momento della loro nascita?

-          Quale è la forma della Chiesa voluta dal Concilio?

-          “Sacrosantum concilium” disegna i consacrati come uomini e donne “liturghi”, dedicati alla liturgia ed educatori (mistagoghi) del sacerdozio di tutti i fedeli; quale consapevolezza teorica e pratica abbiamo di questo?

-          Cosa vuol dire “l’elevatezza del Regno di Dio sopra tutte le cose terrestri e le sue esigenze supreme (VC, 20) che lo stato religioso ha il dovere di vivere e annunciare?

-          Quale impatto sulla vita e sugli ideali comunitari e personali dei nuovi rapporti con gli stati e con i processi economici? Quali pressioni esercitare?

-          Da sempre la vita consacrata ha percepito sé stessa come “vita ordinata” rispetto ad una vita “caotica”; come si è espresso tutto questo nelle consuetudini della vostra famiglia religiosa?

-          Cosa vuol dire “multiculturalità”?

-          Cosa vuol dire “provvisorietà”?

-          Chi è che fa la differenza tra una “formazione informativa” e una “formazione performativa“?

-          Fino a dove si può parlare di “de-europeizzazione” della vita consacrata e fino a dove, invece, del suo contrario, ossia del desiderare una vita “europea”?

-          E’ un problema di “formazione” o è un problema di “formatori/formatrici”?

-          Quale è il ruolo e l’obiettivo della formazione teologica accademica nel cammino formativo?

-          Quale è il significato e il valore di un “modello iniziatico” nella formazione, oggi?

-          Quali sono i cardini della “formazione permanente”?

-          Che differenza c’è tra “maternalizzazione” e la “maternità”?

-          Cosa vuol dire “essere donna” oggi nei vari contesti culturali?

-          Cosa rende “povera” la nostra amministrazione dei beni, oggi’?

 

 

 

   

 

 


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