La Congregazione delle Suore Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante

 

Scuola dell'Infanzia  "Maria SS.Assunta" 

e-mail: mssassunta.scga@virgilio.it

Scuola Primaria Paritaria  "S.Paolo"

e-mail:: spaolo.scga@virgilio.it


 

la CORONA dell'AVVENTO 2019


   

 

PREGHIERE E MEDITAZIONI 

PER OGNI SETTIMANA DELL'AVVENTO:

 

le quattro settimane con le CANDELE dell'Avvento

 

 

 

La Parola

 

Da te, Betlemme di Efrata,

la più piccola tra le borgate di Giuda,

da te uscirà per me colui che dovrà regnare su Israele; le sue origini sono antiche, risalgono ai tempi lontani. (Michea 5,1)

 

 

 

 

 

Una preghiera

 

Ti preghiamo Signore,

manda uomini e donne

riempiti dalla tua Parola

e della tua saggezza che

ci aiutino a leggere la

nostra vita alla tua luce

e che ci accompagnino

nel cammino verso di Te.

Amen.

 

La prima candela si chiama

 

Candela del Profeta”

 

 

ed è la candela della SPERANZA!

 

Una riflessione

 

Ci sono persone speciali, nel mondo, persone come noi che, però sono capaci di guardare nel cuore degli altri, di capire gli eventi alla luce di Dio.

 

Sono i profeti, amici di Dio che hanno accompagnato

la storia del popolo di Israele, invitandolo ad alzare lo sguardo, cogliendo i segni della presenza di Dio nelle vicende della storia.

 

Non sono i maghi, non predicono il futuro, non fanno cose strane i profeti.

Sono uomini e donne che, riempiti di Dio, aiutano tutti

a vedere le cose in maniera diversa.

 

Coltivano la speranza, scuotono le coscienze assopite, si mettono in gioco. I profeti ci insegnano a non arrenderci, a mettere Dio al primo posto.

 

 

Un’idea

 

Mi impegno ad essere un raggio di speranza e di luce per le persone che incontro sul mio cammino.

 

 

 

 


 

   

La Parola

 

Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, Sali in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. (Luca 2, 4-7)

 

 

Una preghiera

 

Apri il mio cuore, Signore, perché in questo tempo di attesa della tua venuta, riesco a farti posto nella mia vita.

 

La seconda candela si chiama

“Candela di Betlemme”

 

Candela della chiamata universale alla salvezza!         

Una riflessione

 

Nel mio cuore di Betlemme tante case bianche; a sud campi di orzo e di grano e tanti pascoli.

Nella campagna attorno, grotte, capanne, stalle per le pecore e mucche, ricchezza dei tanti pastori che mi abitano.

Una stalla speciale accoglie in questa notte un bambino speciale…

Sono l’ultima stalla di Betlemme, ma la mia porta è sempre aperta: stanotte due giovani sposi l’hanno socchiusa e hanno fatto nascere la vita.

Nella mia povertà ho accolto un figlio: le mie mura umide, il tetto mezzo sfondato, il fieno e il bue, l’asinello hanno fatto da corona a questo bambino, nella notte più luminosa della storia.

 

 

 
 

 

Un’idea

La porta del mio cuore lascio aperta …

 
 

 


 

   

La Parola

 

In quella stessa regione si trovavano dei pastori: vegliavano all’aperto e di notte facevano la guardia al loro gregge. L’angelo del Signore li avvolse di luce: essi furono presi da grande spavento. Ma l’angelo disse loro: “Non temete, perché, ecco, io vi annunzio una grande gioia per tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. (Luca 2, 8-12)

 

 

Una preghiera

 

Ricolmaci, o Signore, della tua gioia, la gioia degli umili, che a te si affidano, la gioia dei poveri che tutto da te aspettano, la gioia dei semplici che sanno stupirsi.

 

La terza candela si chiama

“Candela dei pastori”,

candela della gioia, perché furono i pastori per primi ad adorare Gesù Bambino, e a diffondere la lieta notizia. 

Una riflessione

 

Nessuno vuole fare il pastore: è un lavoro duro, fatto di lunghe giornate trascorse sotto il sole cocente e di notti gelide, la paga è pessima. E poi la gente pensa che i pastori siano dei mezzi delinquenti e i bravi credenti li considerano dei peccatori perché non rispettano le leggi di Dio.

E’ una povera vita la loro, una vita fatta di miseria e di umiliazioni.

E proprio da loro inizia l’annuncio, proprio per loro che si sentono sconfitti, perdenti.

Un angelo li raggiunge nella notte e indica loro un segno facile da riconoscere per un pastore: la mangiatoia.

 

 

Un’idea

 

Nei deserti della vita cercherò dar voce alla speranza e alla gioia.

 
 

 


 

Il nostro cammino d’Avvento concludiamo con una storia,

sperando che vi piacerà…

La quarta candela si chiama “Candela degli angeli” per onorare gli angeli e la notizia che portarono all’umanità in quella notte meravigliosa.

 

 

SI RACCONTA CHE …

 

Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione.

 

La prima diceva: “Io sono la PACE, ma gli uomini non mi vogliono: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!”

Così fu e, a poco la candela si lasciò spegnere completamente.

 

La seconda disse: “Io sono la Fede, purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere dime, non ha senso che io resti accesa”.

Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

Triste triste, la terza candela a sua volta disse: “Io sono l’AMORE, non ho forza per continuare a rimanere accesa.

Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Troppe volte preferiscono odiare!”

 

E senza attendere oltre, la candela si lascio spegnere.

Un bambino in quel momento entrò nella stanza e vide tre candele spente. Ma cosa fate?

Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio! E così dicendo scoppiò in lacrime.

 

Allora la quarta candela, impietositasi disse: “Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: “Io sono la SPERANZA”

Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bambino prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

 

 

Che non si spenga mai la SPERANZA dentro il nostro cuore…

e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bambino, capace in ogni momento di riaccendere con la sua SPERANZA, la FEDE, la PACE e l’AMORE.

 

 

Buon Avvento a tutti!

 


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