La Congregazione delle Suore Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante

 

Scuola dell'Infanzia  "Maria SS.Assunta" 

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Scuola Primaria Paritaria  "S.Paolo"

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AS 2021/2022

 

Incontro della Comunità Educante -  2 settembre 2021

con sr.Danuta

 

 

 L'AMICIZIA

 La pandemia del Covid ha prodotto in noi importanti conseguenze, specialmente nella nostra psiche. Quali sono? La gente che sta bene, come sta? Questa è una domanda molto interessante, che induce a soffermarsi su qualcosa che è successo dentro di noi e di cui noi siamo coscienti fino in fondo.  Personalmente concordo con la tesi corrente che siamo “non depressi, ma privi di gioia”.

 Un rilevante effetto che il Covid ha avuto, e continua ad avere su di noi, è da individuare nell’assenza di gioia e di scopo. Apparentemente stiamo bene; non abbiamo - lo spero - grossi problemi occupazionali, sanitari, economici ecc. Ma la fase pandemica che ci affligge, e che permarrà ancora per alcuni mesi, ha gradualmente prosciugato le nostre risorse interiori: tra queste la nostra GIOIA.  L’assenza prolungata di gioia ci ha fatto entrare in una condizione di stallo, d'immobilismo, di attesa indeterminata: ci ha reso demotivati, incapaci di buttare il cuore oltre l'ostacolo. Amplifichiamo i toni del grigio e diventiamo insofferenti; questo stato d'animo si ripercuote e lo manifestiamo nel nostro agire ordinario.

L’assenza di gioia ha spento il nostro umore e da soli non possiamo darci la gioia, non ci si comanda di essere felici. Viceversa, la gioia nasce dalla relazione. La relazione è una componente importante per generare gioia: la relazione con noi stessi, con gli altri, con la realtà che circonda. Per provare gioia noi abbiamo bisogno di relazioni.

Cosa ci è successo? Così come un patrimonio intaccato dall'uso e dal consumo si prosciuga e pian piano svanisce, anche il tesoro della gioia, eroso dai cambiamenti imposti dalla situazione pandemica, tende a esaurirsi: finisce la gioia degli incontri, di un viaggio, di un lavoro soddisfacente ecc. Le gioie quotidiane costituiscono il motore che muove la nostra vita; con la pandemia, la loro mancanza ci ha messo in uno stato d'inerzia. Per giunta, senza renderci conto di star male, non ci preoccupiamo neppure di chiedere aiuto.

Se tutto questo è successo a noi adulti, cosa è accaduto a bambini e ragazzi? Sono avvenute le stesse cose: sommersi dalle tante notizie fornite dagli adulti, dalla TV, dalla radio (di malattia, di morte, di isolamento), essi sono stati privati del contatto con le persone care, con gli amici. Pertanto, anche la loro condizione mentale è  stata alterata. Anche in questo caso dovremmo porci la domanda: ragazzi e bambini che stanno bene, come stanno? La risposta scontata ci sollecita e ci responsabilizza a prenderci cura di loro, nella loro interezza: corpo, anima e psiche; a vegliare sul mondo delle loro relazioni; a garantire sulla loro educazione, sulla loro formazione integrale.

La situazione che ho sinteticamente delineato è una sfida, in modo particolare per noi Orsoline e per chi, insieme a noi, abbraccia il carisma lasciatoci da M. Orsola. Vorrei perciò richiamare la presenza di Sant’Orsola per ascoltarla nuovamente. Lei stessa ha vissuto la prima guerra mondiale, l'esilio; durante la sua vita ha incontrato l’epidemia della "spagnola"; ha avuto situazioni molto difficili da vivere.

Quando ci si richiama alla figura di un Santo, bisogna riflettere cosa “comporta” il suo esempio nella vita delle persone. Bisogna chiedersi se il suo programma di vita, la sua testimonianza, la sua spiritualità possono rispondere ai problemi e alle difficoltà del momento presente. Madre Orsola ha tanto da dirci, perché ci chiama alla gioia, all’apostolato del sorriso e nell’educazione ci consiglia di creare un’atmosfera di felicità.  Lei, tra gli altri valori, ce ne propone alcuni che sembrano importanti per vivere e superare il momento presente: la serenità, l’unità e la fiducia. Questi valori li ritroviamo anche nel suo sistema educativo:

“Forse il più grande atto di carità verso il prossimo è una costante serenità d’animo che diffonde intorno a sé luce e calore”.

“La serenità di spirito non è solo una virtù che richiede forza e coraggio, ma è un vero ed efficace apostolato”.

“Credimi, il volto raggiante di un cordiale sorriso, suscita buoni sentimenti intorno a sé. Il sorriso sul tuo volto, richiama il sorriso sul volto degli altri, e con esso nasce nell'anima gioia, calore, fiducia. Il sorriso disperde l'oscurità dell'anima”.

“Come dopo un lungo inverno l'uomo sente la nostalgia del sole di primavera,  così in questi tempi difficili si desidera incontrare un volto sereno, raggiante, sorridente”.

“Il sorriso di un volto sereno parla della felicità interiore di un’anima unita a Dio; parla della pace di una coscienza pura, di un abbandono filiale nelle mani del Padre celeste il quale non dimentica coloro che si affidano totalmente a lui”.

“Spesso il tuo sorriso può arrecare sollievo all'anima scoraggiata, triste, sofferente, donando un nuovo vigore e la speranza dei tempi migliori. Dice che non tutto è perduto e che lassù, nel regno dell'amore, veglia il Cuore del Padre. Quel Padre che è sempre pronto a venire in aiuto alla debolezza umana”.

“Andate nel mondo col sorriso sulle labbra, andate a seminare un po' di felicità sorridendo a tutti: agli scoraggiati, a coloro che cadono sotto il peso della croce. Andate donando loro quel sorriso sincero che parla della bontà di Dio”.

“Accada quel che accada: voi rimanete nella beata certezza che il Cuore di Cristo vi condurrà per la buona strada (…) che tutto andrà bene perché Egli dirige ogni cosa secondo la sua volontà. Questa fiducia incrollabile, semplice, tranquilla è una delle maggiori prove d’amore che possiamo dare a Gesù. Abbiate fiducia, abbiate fiducia anche se l’orizzonte della vita dovesse essere nero come la notte. Abbiate fiducia! Gesù, il suo Cuore, ha vinto il mondo e tutte le sue povertà e miserie”

“La prima condizione per educare i figli: creare attorno ad essi l'atmosfera di felicità”.

Non possiamo darci gioia da soli, ma possiamo andare alla sorgente della gioia che sono le relazioni. La gioia vera, la serenità d’animo, il sorriso di cui sopra, nasce dalla relazione con Gesù, dalla relazione vitale con Lui. E Sant’Orsola lo sapeva molto bene, per questo il suo desiderio più alto era quello di condurre tutti da Gesù. Non parliamo di un aspetto legato alle pratiche religiose, in quanto parliamo della fede che dona all’esistenza nuovi orizzonti. La sfida per noi è quella di aver coraggio, di favorire l’incontro con Gesù e con la gioia che da quell’incontro sempre promana.

La gioia vera nasce anche dalle relazioni con gli altri e per questo Madre Orsola molto spesso parla di unità, di comunione. Comunione non significa andare d’accordo, va oltre questo concetto: ci incontriamo nel perseguire insieme una meta, un obiettivo comune da raggiungere. Per creare il clima di unità e di comunione bisogna che ognuno coltivi atteggiamenti di sincerità, di dialogo, di apertura di uno verso l’altro. In questo modo si crea il clima di positività e di serenità che aiuta il lavoro educativo.

Il nostro compito è, attraverso la testimonianza e l'esempio, di spronare bambini e ragazzi alla gioia vera, ai rapporti veri e sinceri. Abbiamo pensato che il tema di quest’anno potrebbe essere il tema dell’AMICIZIA, uno dei rapporti più importanti nella vita di ogni persona.

 

 


 

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