URSULINE SISTERS  AHJ

 212 VER SUBDIVISION

Maitim 2nd East

4120 TAGAYTAY CITY

PHILIPPINES

FILIPPINE

Le Suore scrivono...

 

 

Piano… piano, ma si va!  - di Sr. Violetta (2 lettera)

 Tagaytay  ottobre 2003

 

         Abbiamo cominciato a settembre,  - scrive Sr. Violetta -   viviamo nel Barangay Maitim, da febbraio 2003. Non molto lontano dalla nostra casa c’è la scuola elementare del Barangay. Pullula di bambini. Molti di loro vivono accanto alla nostra casa e la mattina la nostra strada è un via-vai di bambini già dalle ore sei: mentre ci rechiamo alla S. Messa, ci incontriamo con loro.  Il “Good Morning” o “Magandag Umaga!” accompagnate dal sorriso, sono l’unico punto di aggancio con loro, ma funziona! Qualcuno ci prende la mano e se la porta alla fronte. Qualche altro ci chiama da lontano. Altri sembrano un po’ più timidi e a mala pena rispondono al nostro saluto.

 

Nella scuola si fa anche religione e ci sono alcune religiose che vanno settimanalmente a fare lezione. Con il permesso della direttrice scolastica e il parroco, una suora filippina delle Francescane FMJ, Sr. Marcy, ci ha invitate a partecipare nella catechesi per la preparazione alla prima comunione che lei settimanalmente svolge in questa scuola elementare. Ci sono tre sezioni di bambini (in ogni sezione circa settanta bambini). Questo invito per me è stato motivo di grande gioia perché mi apre alla possibilità di entrare piano, piano ma  in maniera più concreta nel nostro ambiente. Inizialmente il mio  ruolo è molto semplice, non conoscendo la lingua loro, il Tagalog (conosco solo qualche semplice parola) e svolgendosi la catechesi nelle due lingue inglese e tagalog in qualche modo posso prendervi parte. Sr. Marcy  mi aiuta molto nella traduzione, così fare amicizia con i bambini non sembra tanto difficile. Naturalmente sarebbe bene parlare nella loro lingua, però ci vuole un po’ di tempo e tanta pazienza per arrivare a questo. La scuola è strutturata in maniera semplice e povera. Piccole aule con tanti bambini. Mancano i libri, i quaderni, le penne… Dentro le classi i pochi oggetti che ci sono e molto vecchi. Però i bambini sono molto gioiosi, sempre con il sorriso e sono pieni di vita. Il livello di studio e profitto nella scuola è piuttosto basso  e i bambini non imparano molto.

 

Abbiamo cominciato anche a visitare le famiglie dei bambini del nostro gruppo (circa 70 bambini). Per noi questa è una nuova esperienza. Tramite i bambini veniamo a conoscere le loro famiglie, così possiamo entrare nel loro mondo, conoscere le loro case che sono tipo capanne molto semplici e povere  - in ogni casa vi abitano più famiglie  insieme e tutte con tanti bambini; conoscere le loro difficoltà, le sofferenze, le malattie che devono affrontare ogni giorno. E’ difficile sostenere la famiglia numerosa quando non c’e’ lavoro e manca tutto perfino il riso che è il cibo quotidiano,  come per noi lo è il pane. Una volta, durante la lezione, i bambini dovevano scrivere: “una lettera a Gesù, mio amico”. Tutti i bambini erano felici di scrivere tante cose. Una bambina ha scritto: “Gesù, ti prego, porta almeno qualche volta un po’ di riso, perché spesso manca a casa nostra e abbiamo fame…”.  

In una famiglia abbiamo trovato una bambina molto malata per la malformazione delle gambine, denutrita e bisognosa di ogni cura per poter crescere. La situazione è molto problematica e solo un  intervento chirurgico può ridare speranze, ma la famiglia  è molto povera; è impossibile pensare a questo.

 

Si comincia a vedere le realtà…Il cuore ti si stringe a vedere queste situazioni e ci si interroga cosa possiamo noi fare, per aiutare questa gente, specialmente i bambini! Prenderemo in considerazione queste realtà e vedremo come apportare il nostro contributo. Intanto affidiamo al Signore la nostra missione e ringraziamo per quanto Lui stesso dispone sul nostro cammino, attraverso l’aiuto fraterno di altre religiose, alle quali va il nostro sentito “Grazie”.

 

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