La Congregazione delle Suore Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante

 

Le COMUNITA' in Italia        RITIRO ANNUALE 2022  Roma, 25 - 27 agosto


23 agosto

 

mattina:

 

L'omelia: L’osservanza scrupolosa delle norme può diventare l’acerrima nemica, innocua e silenziosa, della nostra fede e può trarci in inganno.

Può essere un tranello per noi, esattamente come ai tempi di Gesù.

Il baratro dell’abisso, il punto più profondo e lontano da Cristo è giungere a credere a questa insolente menzogna: “io mi salvo con le opere che compio, che vale a dire: io mi salvo da sola, con la mia osservanza delle regole!.

Ma Cristo ci dice che non sono le regole a salvarci ma soltanto il rapporto con lui.

Solo dopo averlo incontrato, verranno – eventualmente – le regole, perché ci aiutino a mantenere vivo l’incontro. Queste oggettivano il rapporto con lui.

Ma, tristemente, è anche possibile incontrare nei nostri ambienti di Chiesa l’osservanza senza il rapporto.

Questo è il più grande peccato che possiamo commettere quotidianamente.

E come faccio, dunque, ad avere la certezza di essere in rapporto con lui? Se fiorisco costantemente!

Come e dove? 1- Nella letizia con il lavoro che sono chiamata a svolgere; 2- nella preghiera in comunità; 3- nell’aumentare delle amicizie.

 


  

1°Meditazione:

Mt 2,1-12

 

Salmo 72,1-19 (Dio da al re il tuo giudizio…)

 

Il Salmo è implicitamente citato nel brano dei Magi che rappresentano l’universalità della salvezza (sal. tutti i popoli lo diranno beato).

 

Noi siamo come i Magi: pagani. Arriviamo, quasi tuti dal mondo non di Israele. Noi entriamo nella storia della salvezza.

Anche il credente non giudeo desidera incontrare la salvezza, vuole conoscere Gesù.

 

Nel capitolo che inizia coi Magi si presenta la storia futura di Gesù: strage degli innocenti, fuga in Egitto, ritorno a Nazareth: sono tutta la vita di Cristo, l’innocente perseguitato e ucciso, uscito dall’Egitto, cioè dalla schiavitù dell’uomo e ucciso simboleggiata dalla Croce.

 

La storia dei Magi ci invita a capire come è possibile incontrare Gesù.

Sono queste persone che guardano il cielo.

Segno, leggere i segni: segno e Mistero (Dio) coincidono.

I Magi si interrogano sulla realtà. La fede è capire la realtà: la fede è l’intelligenza che supera se stessa.

 

Il cammino della fede è chiedersi il perché, il senso.

Se l’uomo non cerca il perché è uomo già morto.

 

Domandiamoci se siamo vive, se siamo ancora capaci e fresche di cercare il perché delle cose, come i bambini di tre anni: “perché?”, desiderosi, assetati di sapere!

 

Il termine Re dei Giudei, ci riporta sulla croce: tutta la vicenda di Gesù è qui celata. Hanno erode, che dei Giudei è il re, eppure nonbasta loro!

 

L’uomo cosa cerca? O cerca un modello come Erode oppure dice: ma Erode non mi basta!  Cercano altro perché han visto la sua stella, hanno visto qualche cosa di più grande, la promessa di vita.

 

Perché l’uomo cerca Dio? Esattamente come quando ha fame e cerca un pane: perché sa che può sfamarsi.

Ma se tiene la fame e non mangia muore: ha bisogno di pane e deve mangiarlo! Così la domanda infusa nel nostro cuore: perché cerco Dio, può essere domanda vitale nella misura in cui la tengo accesa, e con la vita incontro Lui.

 

Conoscere la Parola, fare buona esegesi, non basta, infatti non significa avere fede! Avere fede è incontrarlo costantemente, leggere i segni come modo nel quale lui si rende presente.

 

La gioia è sinonimo della Sua presenza. La mia è una vita gioiosa? La gioia è segno della presenza di Dio.

Incontratolo tornano a casa loro come degli anacoreti. Delle persone nel mondo ma attirate da Altro, che li rende separati. Anche noi siamo così: conosciamo le povertà del mondo e, in antitesi, conosciamo la pienezza di Cristo per cu valga la pena.

 

 

1 Sam 28,3-25  Saul e la cartomante

Nm 22-24   Anche un’asina può diventare voce di Dio.

Lc19,41-44  Gesù piange su Gerusalemme

 


 

pomeriggio:

 

2°Meditazione:

 

Lc2,21-38

                   introduzione il salmo 100 (Acclamate al Signore…)

 

Salmo che ci introduce al tema, in previsione appunto della contemplazione e circoncisione del nome dato a Gesù e del suo ingresso al Tempio.

 

Dopo la visita dei Magi ecco la circoncisione, dopo otto giorni e dopo quaranta l’ingresso di Gesù nel tempio.

Chiamare per nome Gesù, Dio salva, significa fare esistere. Chiunque quando è chiamato sa che esiste per l’altro.

Gerusalemme è il viaggio di Gesù nel Vangelo di Luca. Qui c’è il primo viaggio, poi la scappatella di 12 anni, infine l’ultimo dove abbraccerà la croce.

 

Dopo i pastori che rappresentano gli esclusi, dopo i Magi che rappresentano i pagani, ecco che sarà accolto dai pii, solo 2!

Simeone in questo contesto pronuncerà il proprio canto.

 

La vita eterna è contemplare la sua umanità, l’umanità di Cristo che ci rivela il Padre, chi ha visto me ha visto il Padre!

E nessun giusto può chiamare Gesù per nome: infatti il nome Gesù significa: Dio salva. Lo chiama, lo invoca chi sa di non essere giusto!!!

 

Chiamare Gesù significa dirgli: intervieni tu, io non riesco a risollevarmi da solo!

 

Gesù suona in tono minore in tutta la sua vita: invece che cavalli sormonta asini, invece che sedersi sul trono sceglie la croce. Ma questo accade perché si distrugga la falsa immagine di Dio che abbiamo tutti, immagine clericale o politica che sia. (365 volte nella Bibbia: non temere!).

 

Dio attraverso questo Bambino compie la profezia di Malachia.

 

Ora lascia, ora sciogli. Sciogli perché prima ero condannato a vivere fino a quando non avrei visto il Messia. Lasciami andare ora, perché sono sazio di averti finalmente visto! Lo cantiamo alla sera perché anche noi possiamo sciogliere ormeggi e salpare all’altra riva.

 

Anna, “grazia di Dio”;

Fanuele, “volto di Dio”;

Aser “felicità, fortuna”;

 

questa donna ha per grazia di Dio la felicità e la fortuna di vedere il volto di Dio. Rappresenta tutta l’umanità il cui destino è Incontrarlo.

Una vedova in attesa dello sposo. Siamo tutti vedove, in attesa delle nozze.

Lei lo vede “in quella stessa ora”, ora è l’ora della croce.

 

Salmo 100

Ebrei 2,14-15

Malachia 3,1ss

Daniele 9,20-27

Esodo 13-15; 11-16

 

Cosa significa chiamare Dio per nome?

Perché la salvezza deve passare dalla croce?

Nella mia esperienza come la croce è salvezza?

 

 


RITIRI ANNUALI