La Congregazione delle Suore Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante

 

Comunità Roma/Primavalle - 3.06.1933


OPERA

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Cenni storici sulla comunità

    Nel 1923 la Madre Orsola scrive da Roma alle suore: “Devo comunicarvi una notizia che dovrebbe essere una grande gioia per noi tutte. Il Cardinal Vicario vuole affidarci una missione, non in Africa, ma qui, dove ugualmente c’è bisogno delle missioni, e precisamente nei dintorni di Roma. Vi sono solo baracche rosse e ci daranno una di quelle. Ho chiesto di non costruire niente di meglio. E così vivremo insieme con ai poveri, insegneremo loro il catechismo, assisteremo i malati e daremo a tutti il nostro amore". (Lettera circolare del 1932.)

 

La benedizione della chiesa parrocchiale di Primavalle si è svolta il 3 giugno 1933; il giorno prima quattro suore orsoline sono giunte per aprire la comunità e abitarono nell'edificio parrocchiale.

          Le orsoline grige andarono dunque a Primavalle, il più povero quartiere di Roma, il più “rosso”, dove un sacerdote non poteva presentarsi senza un poliziotto e vi lavorano fino ad oggi. A questo lavoro prendeva parte e sosteneva le suore con l’aiuto spirituale Mons. G. B. Montini, che poi diventò papa Paolo VI.

archivio della comunità


I.         Dal libro di s. Józefa Ledóchowska

„ŻYCIE I DZIAŁALNOŚĆ JULII URSZULI LEDÓCHOWSKIEJ”[1]

 (Traduzione dal polacco, pagine 335-337)

Già dall’anno 1932 iniziarono le trattative per un eventuale presenza della Congregazione a Primavalle – borgata di Roma abitata generalmente dai disoccupati. La Madre[2] visitò più volte il quartiere per orientarsi come inserire le suore tra i baraccati della borgata. – Nei suoi  scritti leggiamo: “Come è triste la situazione  di questa povera gente senza tetto. Che orrore! 180 baracche, circa 900 poveri, gente quasi selvaggia. Hanno fame e bestemmiano terribilmente”[3].

Come restare indifferenti di fronte a tanta sofferenza? Chi, se non le sue suore dovrebbe occuparsi di questa povera gente per alleviare le loro pene?

Il Padre Generale[4] dei gesuiti appoggiava fortemente l’iniziativa. La Madre annota: “gli ho descritto minuziosamente il lavoro che dovremmo  intraprendere a Primavalle, senza esitazione, mi ha risposto che dobbiamo fare per i poveri tutto ciò che possiamo, per di più, questo lavoro sta molto a cuore al Santo Padre[5], in quanto, Roma dovrebbe essere un esempio di carità per tutto il mondo.     Quindi per noi, diventa urgente e importante l’inserimento tra questi poveri…Il Santo Padre è tanto preoccupato per l’abbruttimento degli abitanti delle periferie di Roma”[6].

La Madre ha già deciso e scrive una lettera circolare alla Congregazione: “Devo condividere con voi ciò, che per noi tutte dovrebbe essere una grande gioia. Il Cardinale Vicario, il sostituto del Santo Padre nella città vescovile, a Roma ci vuole affidare non la missione in Africa, ma lì dove ugualmente è necessaria la missione: nella periferia di Roma, a Primavalle. Ci sono là solo le baracche rosse e a noi ne daranno una uguale. Ho chiesto di non costruirne nessun’altra migliore. Lì vivremo insieme ai poveri, insegneremo loro il catechismo, li cureremo, li circonderemo di amorevoli attenzioni. È una grazia e un onore, essere chiamate a questo lavoro, ma non dobbiamo deludere la fiducia che hanno in noi. Dobbiamo impegnarci ad essere sante. Il Padre, che ci organizza questo lavoro mi ha detto così: «Dovete santificarvi sulla strada, come gli apostoli”, la nostra Madonna della Strada ci aiuterà in questo impegno».”[7]

Tuttavia, bisognava aspettare del tempo per iniziare tale lavoro, perché per ordine del Santo Padre, devono cominciare la costruzione della chiesa e dell’edificio parrocchiale. L’anno seguente la Madre annota che a Primavalle la costruzione della chiesa, della casa parrocchiale con la sala per la scuola materna, la sala da pranzo ed il laboratorio per i corsi di taglio e cucito per le ragazze è già a buon punto e fra breve tempo avremmo potuto iniziare il lavoro.

Intanto la Madre trovò una collaboratrice per i suoi progetti. La signora Zanelli, (italiana) la quale offrì il suo aiuto e, da allora in poi cominciarono a progettare insieme il piano di azione a Primavalle.

La nascita della casa delle orsoline a Primavalle avvenne il 2 giugno 1933. In quel giorno le suore cominciarono ad abitare nella modesta casa, bene inserita nello sfondo del quartiere, alla quale diedero il nome di: “Casa S. Maria Assunta”. Assegnarono alle suore tre stanze. Il giorno seguente [3.06.1933] ebbe luogo la cerimonia d’inaugurazione della parrocchia[8], la consacrazione della chiesa e la prima S. Messa[9].

“Quanta povera gente è venuta! – scrive la Madre – che commozione! Le suore si sono sistemate come potevano. Cominciano in questa «Africa Romana» un lavoro missionario, tanto simpatico.”[10]

All’inizio, le suore avevano molto lavoro: le mamme portavano all’asilo i bambini dell’età di 3 anni. Si capisce come si presentano i primi giorni con i piccoli: Nel pomeriggio le suore cominciarono le lezioni di catechismo per i bambini della scuola ed insegnavano loro anche il canto. Organizzarono giochi divertenti per uno sciame di ragazzi incuriositi da ciò che le suore avrebbero escogitato.

Dopo qualche giorno la Madre già si orientava bene circa le necessità dell’ambiente e capì che i fondi per lo sviluppo  futuro dell’opera sarebbe stata costretta a provvedere lei stessa: “Nell’insieme Primavalle è molto simpatica, ma i dettagli sono spaventosi. Già Mons. Ercole non intende sentir parlare di Primavalle. Ci hanno dato un tetto e le mura e adesso arrangiatevi sole! Ma io conto sull’aiuto di Dio!”[11].

Cominciarono le ricerche di fondi e la signora Zanelli aiutava coraggiosamente. Dopo un po’, l’Assistenza Sociale stanziò 270 lire come sussidio mensile. Le suore di Via Regina di Bulgaria[12] destinarono una parte degli incassi del convitto delle studentesse per rinforzare la cassa di Primavalle. La signora Zanelli escogitò varie imprese a beneficio della Scuola Materna. La buona gente regalava spesso qualcosa e anche il Santo Padre non dimenticava la povertà della gente di periferia, ed inviava vari doni, soprattutto il vestiario, così necessario. [Vedi anche in allegato lettera autografo di M.Orsola L., del 28.10.1933, al Ministero della Pubblica Istruzione con la richiesta di un sussidio].

Grazie a questi aiuti l’azione caritativa cominciò a svilupparsi bene. Nella Scuola Materna si poté introdurre il pranzo per bambini i quali arrivarono ad un centinaio. Pian piano anche l’arredo  interno veniva completato, assieme alle cose necessarie per la casa. Nell’anno seguente, 1934, i compiti delle suore aumentarono, con il disbrigo  della cucina economica, organizzata dall’associazione umanitaria della “Protezione della Madre e del Fanciullo”. “Se stiamo a Primavalle, bisogna collaborare” – ha dichiarato la Madre non esitando ad accettare questa proposta.

Una delle suore ha annotato i ricordi  dei tempi in cui lei con tutto il cuore si dedicava al lavoro caritativo ed apostolico a Primavalle: “Ritenevo una grande felicità poter esaudire il desiderio della Madre ed essere d’aiuto ai bisognosi. Chiamano: «Sorella, sta morendo il bambino e non è battezzato!». Il Cappellano abitava a Forte Braschi, circa un chilometro di strada. Senza perdere tempo corro, battezzo «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo», dando al bambino il nome: Mario.

Andavo nelle case per visitare gli ammalati. A loro richiesta chiamavo il sacerdote per confessarli e per portare la Santa Comunione. Questa povera gente aveva molto da raccontare, sul destino che li ha portati nelle baracche. Chi aveva un tetto sopra la testa, non era tanto male, ma c’erano anche quelli, che dormivano nei dormitori comuni e la mattina dovevano abbandonare i dormitori e andare sulla strada. Durante l’inverno, quando pioveva, soffrivano molto. Ricordo una madre con quattro bambini che stava fuori sotto l’ombrello. Spesso aprivo la chiesa perché la gente potesse ripararsi dalla pioggia e dal freddo.”[13]

A giugno 1934 la direzione della casa è stata affidata a sr. Dolores (Isabella) Nowakowska, arrivata appena dalla Polonia. Ha svolto questo compito per molti anni. In breve tempo divenne padrona della lingua italiana, si affezionò alla gente e al suo lavoro. Seppe trovare il proprio posto in questo nuovo ambiente.

Le suore spesso scrivevano in Polonia per informare del loro lavoro e della loro vita a Primavalle. Quando tra esse si trovarono le suore italiane, in uno degli articoli del “Dzwonek” scrissero tra le altre questa frase: “Durante la ricreazione, prima della preghiera della sera, spesso torniamo con il pensiero alla cara Polonia. Raccontiamo alle giovani suore italiane le cose che riguardano la nostra terra natale, qualche volta abbiamo la nostalgia della patria. Malgrado ciò, ringraziamo Dio che secondo il desiderio del Santo Padre lavoriamo per i più poveri della Città Eterna.”[14]

 

II.        [Annuario della Congregazione]

“Zgromadzenie Sióstr Urszulanek SJK – szkic historyczny”[15]

Cenni storici della nascita della casa delle Orsoline SCGA a Primavalle

Il cardinale Marchetti-Selvaggiani, vicario di Roma, si è rivolto alla Madre Ledóchowska con la preghiera di inviare delle suore per il lavoro nel più povero quartiere di Roma, Primavalle. Vi si trovavano 180 baracche dove abitavano 900 persone ed un dormitorio pubblico per i senza tetto. Il Papa Pio XI ha ordinato di costruire in quella borgata una chiesa  intitolata a S.Maria Assunta e San Giuseppe con adiacente casa parrocchiale.

Il 3 giugno 1933 ambedue gli edifici furono consacrati. Il giorno prima della cerimonia giunsero quattro suore e presero alloggio nella casa parrocchiale. Immediatamente incominciarono il lavoro. In quel periodo vi fu una stretta collaborazione delle suore con mons. Giovanni Battista Montini, più tardi il Papa Paolo VI, il quale creò nel 1933 l’Associazione di S.Vincenzo tra i laureati. Il gruppo scelse come loro terreno di lavoro la borgata di Primavalle, conosciuta allora come luogo di miseria e di abbandono. Mons. Montini, ogni domenica, celebrava la S.Messa nella chiesa parrocchiale di Primavalle.

Attività della casa

-          Scuola materna per 200-250 bambini;

-          Catechesi dei bambini, della gioventù e degli adulti con l’aiuto delle catechiste laiche;

-         Cura degli abitanti nelle baracche, assistenza ai malati, distribuzione del vestiario e dei doni ricevuti da parte di varie istituzioni caritative e dal Vaticano (1933-1945).

-         Gestione della così detta “Cucina economica” in nome della Società della Protezione della Madre e del Bambino, di cui ne usufruirono le madri e i bambini del nido presso il dormitorio (1933-1945).

-         Lavoro della suora sacrestana nella chiesa parrocchiale.

-         Corsi professionali di taglio, cucito e ricamo per 50-60 ragazze, dai 14 ai 18 anni, organizzati dal Ministero del Lavoro ed Assistenza Sociale (1953-1962).

-         Scuola elementare privata, fondata nel 1944, fino al 1952; ripresa nel 1962 [tuttora aperta come scuola paritaria].

-          Oratorio per le bambine e ragazze da 5 a 16 anni, numero 150-250.

-          Semicolonie estive e le colonie estive per i bambini della parrocchia nelle vicine località di montagna.

-          Ambulatorio per gli ammalati.

-          Gestione di associazioni religiose, incontri con la gioventù.

-          Collaborazione con i sacerdoti.

 

Le superiore della comunità delle Orsoline SCGA

 

sr. Agostina Komecka: 1933-1934

sr. Dolores Nowakowska: 1934-1954

sr. Cristina Turri: 1954-1956

sr. Monika Malinowska: 1956-1959

sr. Franciszka Guttner: 1959-1966

sr. Giovanna Sartori: 1966-1973

sr. Cristina Turri: 1973-1978.

sr.

 

 

Da un giornale dell’epoca (L’Osservatore Romano?)

“Una chiesa, un asilo e una cucina economica sono state inaugurate a Primavalle, la salubre ed elevata località del Governatorato.

Il tempio, dalle linee semplici e sobrie perfettamente intonate alla zona ha annessi un asilo per duecento bambini, un ambulatorio dotato di un ricco materiale sanitario ed attrezzato secondo i dettami più moderni dell’igiene e una cucina economica per poveri.

La chiesa è stata benedetta da Mons. Pascucci ed era presente per incarico del Card. Vicario Marchetti Selvaggiani, Mons. Ercole. Assisteva al rito do consacrazione la madre Superiora delle suore polacche Rev.Madre Orsola Ledóchowska…

Con il tempio, l’ambulatorio e la cucina economica per i poveri, Primavalle, il cui sviluppo è sempre crescente, s’arricchisce di nuovi elementi che ne fanno un centro sempre più importante.

Primavalle si avvia così con i suoi futuri sviluppi a diventare un centro di vita sempre più vasto.”

 

Dalla lettera di M. Orsola alle suore, 1932

 

“Devo condividere con voi ciò, che per noi tutte dovrebbe essere una gioia grande. Il Cardinale Vicario, il sostituto del Santo Padre nella città vescovile a Roma, ci vuole affidare non la missione in Africa, ma lì dove ugualmente è necessaria la missione: nella periferia di Roma, a Primavalle. Ci sono là solo le baracche rosse e a noi daranno una uguale. Chiedevo di non costruire nessun’altra migliore. Lì vivremo insieme ai poveri, li insegneremo il catechismo, li cureremo, li circonderemo con il cuore e con l’amore. È una grazia e un onore, che ci chiamano a questo lavoro, ma dobbiamo rispondere alla fiducia che hanno in noi, dobbiamo impegnarsi a essere sante. Quel Padre, che ci organizza questo lavoro mi ha detto così: “Dovete santificarvi sulla strada, come gli apostoli”, e la nostra Madonna della Strada ci aiuterà in questo.”

“Tutto è bello a Primavalle, ma i particolari presentano molte difficoltà. Ma pazienza! (…) Penso che Dio ci aiuterà… Quanto volentieri lavorerei sempre a Primavalle.”

M. Orsola Storia della Congregazione

 

Dal ricordo di una delle suore della comunità:  Sr. Gaetana Soszyńska

Ritenevo una grande felicità poter esaudire il desiderio della Madre ed essere d’aiuto ai bisognosi. Chiamano: ”Sorella, sta morendo il bambino e non è battezzato!”. Il Cappellano abitava a Forte Braschi, circa un chilometro di strada. Non perdendo il tempo corro, battezzo “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”, dando al bambino il nome Mario.

Andavo nelle case per visitare gli ammalati. A loro richiesta chiamavo il sacerdote per confessarli e per portare la Santa Comunione. Aveva molto da raccontare questa povera gente, di cui il destino l’ha portato nelle baracche. Avevano qua il tetto sopra la testa allora non era tanto male, ma c’erano anche quelli, che dormivano nei dormitori comuni e la mattina dovevano abbandonare i dormitori e andare sulla strada. Durante l’inverno, quando pioveva, soffrivano molto. Mi ricordo una madre con quattro bambini che stava fuori sotto l’ombrello. Spesso aprivo la chiesa perché la gente si potesse rifugiare dalla pioggia e dal freddo.


 

[1] S. Józefa Ledóchowska, Życie i działalność Julii Urszuli Ledóchowskiej [Vita e opera di Giulia Orsola Ledóchowska], Ed. Pallottinum – Polonia, 1975.

[2] M. Orsola Ledóchowska (1865-1939), Fondatrice delle Suore Orsoline del S.Cuore di Gesù Agonizzante.

[3] M. Urszula Ledóchowska, Kronika Zgromadzenia [Cronaca della Congregazione], Vol. 3, p. 190, 30.03.1932.

[4] Włodzimierz Ledóchowski (1866-1942), il fratello di M.Orsola Ledóchowska, proposito generale dei gesuiti.

[5] Papa, Pio XI.

[6] M. Urszula Ledóchowska, Kronika Zgromadzenia, Vol. 3, p. 188, 26.03.1932.

[7] Dalla lettera di M. Orsola alle suore, marzo 1932.

[8] [Erezione canonica della parrocchia avviene negli anni ’50]. Vedi nota 13: “Il Cappellano abitava a Forte Braschi, circa un chilometro di strada”.

[9] [Un giornale (L’Osservatore Romano?) dell’epoca scriveva: “Una chiesa, un asilo e una cucina economica sono state inaugurate a Primavalle, la salubre ed elevata località del Governatorato. Il tempio, dalle linee semplici e sobrie perfettamente intonate alla zona ha annessi un asilo per duecento bambini, un ambulatorio dotato di un ricco materiale sanitario ed attrezzato secondo i dettami più moderni dell’igiene e una cucina economica per poveri.

La chiesa è stata benedetta da Mons. Pascucci ed era presente per incarico del Card. Vicario Marchetti Selvaggiani, Mons. Pietro Ercole. Assisteva al rito di consacrazione la madre Superiora delle suore polacche Rev. Madre Orsola Ledóchowska…

Con il tempio, l’ambulatorio e la cucina economica per i poveri, Primavalle, il cui sviluppo è sempre crescente, s’arricchisce di nuovi elementi che ne fanno un centro sempre più importante.

Primavalle si avvia così con i suoi futuri sviluppi a diventare un centro di vita sempre più vasto.”]

[10] M. Urszula Ledóchowska, Kronika Zgromadzenia, Vol. 3, p. 218, 3.06.1933.

[11] Ibid. 15.06.1933.

[12] Un’altra comunità delle Orsoline S.C.G.A. a Roma, pensionato universitario dal 1931.

[13] Sr. Gaetana Soszyńska, Wspomnienia z Primavalle [Ricordi da Primavalle], Archivio delle Orsoline SCGA.

[14] “Dzwonek św.Olafa” Borgata di Primavalle – Roma, 1936, n. 2, p. 30.

[15] „Zgromadzenie Sióstr Urszulanek SJK – szkic historyczny”, Ed. Pallottinum – Polonia, 1981, p. 229-230, Rzym-Primavalle [Roma-Primavalle].

 

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