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La Congregazione delle Suore Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante |
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SUOR MARIA ANNA dei Sacri Cuori di Gesù e Maria |
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Ricordo di sr. Maria Anna Dudzik
Suor Anna nacque il 12 luglio 1940 a
Podłopień, nella provincia di Małopolska. Era la seconda figlia di Zofia
Kapturkiewicz e Wojciech Dudzik. Dopo il ritorno del padre dalla guerra nella
famiglia nacquero altre tre figlie.
Suor Anna proveniva da una famiglia profondamente religiosa,
che si riuniva per pregare insieme al mattino e alla sera, e a mezzogiorno per
la preghiera dell'Angelus. La domenica e nei giorni festivi tutta la famiglia
partecipava alla Messa nella chiesa parrocchiale, distante 4 km dalla loro casa,
dove si recavano a piedi.
Ha completato la scuola elementare di sette anni a Tymbark,
poi ha superato gli esami per frequentare l’Istituto tecnico di gastronomia a
Nowy Sącz, ma non ha potuto continuare gli studi a causa di una grave malattia e
della morte del padre. Ha intrapreso diversi lavori per aiutare la madre a
mantenere la famiglia. Quando nel suo villaggio natale fu organizzata una scuola
serale triennale di formazione agricola con pratica di coltivazione e
allevamento, suor Anna iniziò a frequentarla e la completò nel 1961. Grazie alla
proposta del parroco, insieme a una sua amica partecipò a un ritiro spirituale
di tre giorni a Ciężkowice, nella diocesi di Tarnów. Ecco come descrive questa
esperienza nella sua autobiografia: Lì c'era un silenzio meraviglioso,
preghiera, adorazione, conferenze, tutto favoriva all’incontro intimo con Dio.
Ho conosciuto l'amore di Dio sopra ogni cosa... Fu lì che nacque in lei il
pensiero della vita religiosa. Il parroco, durante la confessione, le consigliò:
Vai dalle Suore Orsoline, hanno un buon spirito.
Suor Anna entrò nella nostra Congregazione a Łódź il 25 gennaio 1965, ha iniziato il postulato il 2 febbraio 1966 e lo stesso anno, il 14 agosto, è stata ammessa al noviziato a Pniewy, dove dopo un anno ha emesso i primi voti, che ha rinnovato negli anni successivi, e il 15 agosto 1972 ha emesso la professione perpetua.
Durante il noviziato, madre Andrea Górska ha inviato suor
Anna a lavorare nelle nostre comunità in Italia. È arrivata a Roma il 21
dicembre 1968. Ha trascorso un anno nella comunità di Casaletto e poi in altre
comunità italiane, svolgendo vari lavori domestici. Durante gli 11 anni di
permanenza nella comunità di Primavalle, tra il 1988 e il 2000, ha subito un
intervento chirurgico all'anca presso la clinica Gemelli e, successivamente, già
stando a Scauri, un intervento oncologico al tratto digestivo con diversi mesi
di chemioterapia e un intervento alla seconda anca. A Scauri, oltre ai lavori
domestici, si occupava del giardino. Nella parrocchia di Sant'Albina era
responsabile del gruppo dell'Apostolato della Preghiera. Visitava le persone
malate e sole, entrava facilmente in contatto con i laici ed era benvoluta da
tutti. Da ottobre 2019 fino alla morte, ha vissuto nella comunità di Sant'Orsola
a Roma.
Nonostante le forze in declino, causate da insufficienza cardiaca e vari tipi di
infezioni, era coinvolta in varie faccende domestiche e lavorava volentieri in
giardino. Nonostante i numerosi problemi di salute, ha mantenuto il buon umore e
la volontà di servire gli altri. Amava la vita e la libertà.
Le suore del Centro italiano, dopo la morte di suor Anna, invitate a condividere alcuni ricordi, hanno detto di lei:
Nella sua semplicità, suor Anna mostrava molto amore agli altri, sia nella
comunità che fuori; era molto serena e grata per la gentilezza e l'interesse che
le venivano dimostrati; aveva un cuore buono e vedeva il bene negli altri,
cercando di giustificarli; era una persona molto laboriosa e condivideva
volentieri con gli altri i frutti del suo lavoro in giardino. Durante la
preghiera personale e comunitaria abbracciava le intenzioni del Santo Padre,
della Chiesa, del mondo, della sua famiglia e della Congregazione. Durante i
viaggi in auto proponeva spontaneamente agli altri di pregare insieme. Aveva un
grande rispetto per i sacerdoti e pregava spesso per loro. Era povera
materialmente, ma ricca spiritualmente. Con la semplicità di un bambino sapeva
condividere con gli altri il Vangelo.
Nella sua biografia, alcuni anni prima della morte, suor Anna scrisse:
"Ringrazio Dio per tutto, per la vita, per la fede, per la vocazione, per
i genitori e i superiori, per la loro pazienza e bontà.
Apprezzo sempre di più la bella vita con il Signore Dio.
A Dio siano grazie, onore e gloria. Alleluia."
Cara suor Anna,
ringraziamo Dio per il dono della tua vocazione nella nostra Congregazione e per la testimonianza della tua vita dedita a Dio e agli altri.
Riposa in pace!
Le suore del Centro italiano
Ricodo di sr Anna Dudzik
delle suore della comunità di Ricotti
La dipartita di suor Anna ci invita a
custodire con gratitudine i numerosi momenti di grazia vissuti insieme nei sette
anni di comunità a Scauri. A questi ricordi si uniscono alcune riflessioni
maturate in questi giorni insieme alla comunità di Ricotti.
Suor Anna è stata una religiosa generosa e profondamente gioiosa. Il suo amore semplice e autentico per il Signore era immediatamente percepibile e sapeva trasmettere a chiunque la incontrasse.
Che cosa si può dire di suor Anna? Moltissimo, tanto da riempire un libro
intero. Possiamo però affermare con serenità che non ha mai sprecato neppure un
minuto della sua vita. L’ultima volta che l’abbiamo incontrata, già allettata,
alla domanda: «Come ti senti?», rispose con semplicità e pace: «Gesù è con me,
grazie che siete venute».
Queste parole riassumono mirabilmente tutta la sua esistenza:
una vita vissuta nell’amore. Con un sorriso diceva spesso: «Siamo suore,
dobbiamo vivere d’amore». Negli ultimi mesi aggiungeva anche: «La vecchiaia è
arrivata, bisogna accoglierla». E parlando delle fatiche dell’invecchiare,
osservava con la sua consueta ironia che stava andando “giù, giù, giù”, ma
subito concludeva: «Intanto il Signore mi aspetta su, su, su».
Fede, semplicità e gioia costituivano la sua forza interiore. Più profondamente
ancora, suor Anna era una donna totalmente orientata a Cristo: tutto il suo
essere, tutto ciò che era e che faceva, era rivolto a Lui. Ripeteva spesso:
«Tutto per Te, Signore». La sua era una continua offerta di sé. Amava sostare a
lungo nella preghiera, nella quale aveva costruito, nel corso degli anni, una
fedeltà quotidiana discreta e tenace. Commuoveva sentirla dire: «Devo ancora
pregare per quella persona, per quella famiglia in difficoltà, per i vecchietti
del bar».
Pregava molto, e pregava per tutti.
Durante gli incontri comunitari era spesso la prima a esprimere ad alta voce le
intenzioni di preghiera: per le anime del Purgatorio, per chi soffriva nella
solitudine, per le vocazioni, per la sua famiglia, per chiunque fosse nel
bisogno, persino per i ragazzi che talvolta la prendevano in giro andando a
messa in parrocchia.
Suor Anna conservava lo stupore limpido di un bambino. Si lasciava sorprendere
dalle piccole cose, in particolare dalla bellezza del creato: la terra, il
giardino, l’orto, i fiori, le verdure, gli alberi da frutto erano per lei motivo
di gioia profonda. Anche nella malattia, affrontata con grande dignità e
coraggio, dopo i cicli di chemioterapia al Policlinico Gemelli, amava dire:
«Vado in giardino, così mi passa il malessere». Pur segnata dalla sofferenza,
non era mai ripiegata su di sé. Il suo sguardo restava aperto e attento a ciò
che la circondava, capace di commuoversi davanti alla bellezza. In questo senso,
somigliava ai fiori che tanto amava: semplici, silenziosi, ma capaci di donare
luce. Talvolta parlava ai fiori, invitandoli a glorificare il loro Creatore.
Suor Anna ha vissuto il voto di povertà con naturalezza e libertà interiore. Non
cercava cose grandi o particolari, né nel vestiario né nelle comodità personali.
Accoglieva con gratitudine ciò che le veniva offerto, preferendo che eventuali
risorse fossero destinate a chi ne aveva maggiore bisogno. Amava profondamente
la sua terra natale, la Polonia, e affrontava volentieri le fatiche del viaggio
pur di rivedere la sua famiglia. Non si stancava di raccontare episodi della sua
infanzia, ricordando anche il lavoro iniziato molto presto per sostenere i suoi
cari. I legami familiari sono stati per lei sempre accompagnati da una preghiera
costante e fedele.
Era una donna autenticamente gioiosa. Amava ascoltare e raccontare storie,
ridendo di cuore.
Molti la ricordano seduta sulle panchine con i villeggianti, tra canti, risate e
momenti di preghiera condivisa.
Suor Anna possedeva una coscienza molto sensibile. Se temeva
di aver ferito qualcuno anche solo con una parola, sentiva il bisogno di
riconciliarsi, perché desiderava accostarsi all’Eucaristia con un cuore
totalmente limpido.
La gratitudine era una delle sue note più evidenti. Ogni gesto ricevuto era accolto con il suo triplice e affettuoso: «Grazie, grazie, grazie». A tutti offriva una promessa di preghiera e una parola di fiducia: «Prego per lei, vedrà, andrà tutto bene».
Amava profondamente la sua vocazione di orsolina, che considerava il dono più
grande ricevuto dal Signore. Ringraziamo Dio per avercela donata per tanti anni
e per la ricchezza che, attraverso di lei, ha seminato nelle nostre comunità.
Dal profondo del cuore diciamo: Grazie, grazie,
grazie.
sr. Mirka con le consorelle